La popolazione di Matera, forte di circa 19.000 abitanti, si distingue nettamente in tre classi: dei nobili blasonati e dei capitalisti la prima, degl’impiegati e degli artigiani agiati la seconda, finalmente degli artigiani, dei contadini e di coloro che, pur essendosi arricchiti col lavoro agricolo, memori delle loro origini, conservano
gli usi e i costumi degli avi...
La prima conoscenza avveniva alla fontana, mentre lei, in fila con la
brocca, aspettava il suo turno per
riempire l’acqua. Talvolta la prima
conoscenza avveniva nell’ambito
del vicinato oppure in campagna,
dove lui e lei si erano trovati
a lavorare fianco a fianco. Solo
raramente avveniva in chiesa.
Ma lei doveva piacere anche
alla mamma di lui...
Il fidanzamento comportava la visita della
intera famiglia di lui a casa di lei, con
lo scambio di anelli. La famiglia di lei organizzava la cosiddetta "trasuta".
Era l’entrata o ingresso ufficiale di lui a
casa di lei. Si erano preparati taralli col
finocchio e rosolio. Talvolta c’erano,
presso le famiglie più ambiziose, soprattutto
di artigiani e benestanti, anche i
dolci...
L’abito bianco, quasi sempre con velo,
cui si accompagnava un bouquet di
fiori, altrettanto bianchi, era richiesto
e voluto come condizione irrinunciabile.
Era il segno della purezza e verginità
della sposa. Non era ammesso
altro colore, se non il crema, nel caso
fosse evidente che la sposa era incinta...
Il giorno del matrimonio, all’uscita di
casa, una folla di parenti e amici attendeva,
come del resto tuttora, la sposa.
In segno di augurio e prosperità, si gettavano
manate di chicchi di grano, che
le galline del vicinato, passata la ressa,
andavano a beccare furiosamente e festosamente...
All’uscita dalla chiesa, dopo la
Messa e la celebrazione del matrimonio,
ricompostosi il corteo, almeno
a partire dagli anni 1920, per
tutti diventò obbligatoria la foto.
Quella “in posa”: l’unica dell’intera
festa. Ci si recava perciò allo
studio del fotografo prescelto,
dove, diritti come fusi, i due attendevano
il segnale di scatto...
Dopo la foto, normalmente il corteo
si dirigeva verso la casa della
sposa, che si cambiava d’abito.
Anche gli invitati tornavano a
casa, per rimettersi in ordine.
Quindi, ci si raccoglieva nella sala
adibita al pranzo nuziale e, dopo
il pranzo, al ballo.
Terminato il pranzo, si provvedeva
a sgomberare rapidamente
il “lamione”. La sposa si rimetteva
l’abito bianco. Poco dopo cominciavano
ad arrivare gli invitati
per il ballo, normalmente giovani,
che si univano a quanti avevano
partecipato al pranzo...
Terminato il ballo, gli sposi si avviavano
verso la loro abitazione,
non ancora soli. Ad accompagnarli,
infatti, per le stradine buie dei
Sassi, c’erano sempre i compagni
“più stretti” dello sposo, che non
mancavano di lanciar motteggi e intonar
canti allusivi...
Solo pochi facevano il viaggio
di nozze. Lo facevano solo i più
ricchi o quanti si davano arie
di galantuomini. La meta d’obbligo
era Roma, cui si aggiungeva
Venezia. Alcuni si recavano
in visita a parenti che vivevano
in altre città; altri si limitavano
a raggiungere il “casino”
di campagna...
Il 1950, a metà del secolo scorso,
segnò la svolta nella vita
dell’Italia tutta. Matera subì tutti
i rivolgimenti cui andava incontro
l’Italia. In essa, anzi, i
cambiamenti furono più radicali
e quasi rivoluzionari, considerate
le condizioni di partenza,
che, sotto un profilo economico-sociale, facevano pensare
ancora al mondo feudale...
Oggi Villa Schiuma è tra le sale di ricevimento più affermate nel territorio,
grazie al continuo lavoro di rinnovamento.
I fratelli Schiuma ne sono consapevoli.
Ma essi sanno anche che non meno importante è, sullo sfondo, la vista
di estesi spazi esterni e floridi giardini.
E' in siffatto ambito di "serena visione" che ben si inseriscono
pause di quieta contemplazione e riflessione atte a chi sogna...